Perché si chiamano Lame.
Lama viene dal latino lamina: foglio sottile, lamina di metallo. Da lì arriva al francese lame, e da lì all'italiano. Nel linguaggio dei tarocchi maggiori la "Lama" è la singola carta, quella che si scopre sul tavolo e che ha potere di tagliare.
Tagliare cosa? La confusione, le bugie, le storie che ci raccontiamo per resistere. Una buona lettura non ti consola: ti fa vedere quello che già sai e non vuoi guardare. Per questo Filippo le chiama Lame Parlanti — perché tagliano, e parlano.
Tre anni di lavoro silenzioso.
Le illustrazioni delle Lame Parlanti sono dipinte a mano. Tre anni di lavoro silenzioso per arrivare a ventidue carte che fossero, ognuna, un luogo siciliano:
- L'Etna per la Forza · il fuoco bianco che domina il caos.
- La Scala dei Turchi per la Giustizia · l'equilibrio della terra calcarea.
- La Trinacria per il Sole · il fuoco creatore.
- Le Isole Eolie per la Luna · l'inconscio, il mistero, le paure.
- La tonnara per il Demonio · la fatalità che taglia il filo.
- Le Catacombe dei Cappuccini per la Morte · la trasformazione.
- Il Borgo di Erice per la Torre · la rovina che libera.
- La Fonte Aretusa per la Temperanza · l'acqua eterna.
- Il Liotru di Catania per il Mondo · la ruota finale, la ricompensa.
Ogni Lama porta sul fronte la figura tradizionale dell'arcano e, sotto, la sua frase divinatoria: una sentenza compiuta che parla a chi consulta. Sul retro, una decorazione siciliana classica.
Ventidue arcani maggiori dipinti a mano.
Tre anni di lavoro silenzioso. Stampati in Italia in cento copie firmate.
Una lettura più profonda dei tarocchi.
Quello che Filippo legge sul tavolo non è una pratica nata ieri. I ventidue arcani maggiori non sono un'invenzione del Settecento o un giochino divinatorio moderno. Sono il risultato di seimila anni di stratificazione del sapere occidentale.
Il numero 22 ricorre tre volte nella storia. Sono le 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Sono i 22 sentieri dell'Albero della Vita kabbalistico. Sono i 22 arcani dei tarocchi maggiori. Court de Gébelin nel 1781 fu il primo a sostenere che i tarocchi non sono un gioco — sono un alfabeto sacro. Eliphas Levi nel 1856 mappò le ventidue lettere ebraiche sui ventidue arcani. Carl Gustav Jung nel Novecento dimostrò che quelle ventidue figure sono gli archetipi dell'inconscio collettivo.
Gli archetipi sono la lingua dell'inconscio. C.G. Jung · Mysterium Coniunctionis · 1955-56
Per questo Filippo non legge come si legge un oroscopo. Legge come si legge un alfabeto antichissimo che la psiche umana riconosce sotto qualunque latitudine, senza bisogno di insegnamento.
Il calcolo · Pitagora e la Gematria.
Prima di stendere le carte, Filippo calcola. Il nome di chi consulta diventa numero, la data di nascita diventa Lama. È il sistema antico di Pitagora (sesto secolo avanti Cristo), raffinato dalla Gematria ebraica (secondo–quinto secolo dopo Cristo).
Ogni lettera porta un numero. Ogni numero, una vibrazione. Il nome decide la profondità della lettura: una persona di nome breve riceve un consulto diverso da una persona di nome lungo. Non è una lettura standardizzata. È un calcolo personale.